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Nell’elenco delle opere finanziate, o meglio rendicontate recentemente dal Mit nel settore idrico, una è gestita da Amam, Azienda meridionale acque Messina, come soggetto attuatore. È un maxi appalto destinato a spostare nel dimenticatoio un grande vulnus: le fuoriuscite d’acqua che gravano per oltre il 50 per cento sul circuito di condotte sotterranee. Si chiama, nello specifico, “Interventi di razionalizzazione, efficientamento e riduzione delle perdite delle reti idriche interne di Messina”, progetto finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che nasce per arginare l’emergenza infrastrutturale idrica nella città dello Stretto.

Gli elementi tecnici - Il “costo programmato” è di 24.049.258,03 euro e i lavori sono giunti al capolinea e adesso sono in fase di collaudo. Suddivisi in più livelli, hanno riguardato contemporaneamente quattro fronti: la sostituzione della rete idrica terziaria più vetusta nel centro cittadino, per eliminare alla radice i punti di rottura più frequenti; la distrettualizzazione della rete, cioè la sua suddivisione in settori autonomi e controllabili, indispensabile per individuare con precisione dove e quanta acqua si perde; la sostituzione dei contatori tradizionali con dispositivi smart, in grado di monitorare in tempo reale i consumi e di far emergere anche i prelievi non contabilizzati; l’introduzione di una componente software dedicata al monitoraggio e alla gestione digitale dell’intera rete. Un’opera, dunque, che per Messina ha costituito un passaggio decisivo: non solo manutenzione straordinaria dell’infrastruttura, ma una vera e propria trasformazione del modo in cui la città gestisce e conosce la propria risorsa idrica, con l’obiettivo di limitare gli sprechi e migliorare la continuità e la qualità del servizio per la comunità.