HomePesaroCronacaTanica e pollice verde: "Così salvo gli alberi piantati e abbandonati"Un artigiano di 63 anni rimedia in silenzio alle dimenticanze del Comune. Da cinque anni gira in camion per bagnare a sue spese le giovani piante. che rischiano di seccare nelle rotatorie. "Non sono solo un arredo urbano".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Antonella Marchionni

Lui gira con una tanica d’acqua sul camion. Così salva gli alberi che la città sta lasciando morire. Ogni estate percorre le strade di Pesaro con una missione tutta sua. Non è stato incaricato da alcun ente pubblico, non appartiene a nessuna associazione ambientalista e nessuno lo paga. Quando vede un albero appena piantato, e in città ce ne sono molti anche per effetto delle piantumazioni compensative legate ai nuovi interventi urbanistici, che sta morendo di sete, non tira dritto: accosta il camioncino, prende una tanica e gli dà da bere. Lo fa da cinque anni, in silenzio. E grazie a quel gesto, decine di alberi sono ancora vivi.

"Mi basta tornare una settimana dopo e vedere che sono spuntate nuove foglie. È la soddisfazione più grande". Il protagonista è Giancarlo Angelini, 63 anni, artigiano pesarese e "annaffiatore solitario" per passione. Da quando ha iniziato a notare che molti degli alberi messi a dimora lungo le nuove strade e nelle rotatorie si seccavano dopo pochi mesi, ha deciso di intervenire da solo. Sul suo camion non manca mai una o più taniche piene d’acqua. Quando passa davanti a una pianta in sofferenza si ferma, la annaffia e poi ripassa nei giorni successivi. "Piantarli e poi lasciarli morire non ha senso", dice.