HomeLa SpeziaCronacaA finestre sprangate. Notti incubo al Canaletto. Residenti rassegnati: "Nessuno ci ascolta"Alle prese con la notizia della possibile archiviazione dell’inchiesta sui rumori "Assurdo sostenere che le case siano state costruite a ridosso del porto. Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata. Perché non ci sono controlli?". .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. La notte, però, tra i container e il treno, si dorme a fatica". Nel quartiere del Canaletto, le opinioni raccolta tra i residenti di viale San Bartolomeo a proposito dei rumori fastidiosi provenienti dal porto oscillano tra la rassegnazione e l’amarezza. Dopo otto anni di indagini, la Procura ha rinnovato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta aperta contro ignoti per presunto inquinamento ambientale e omissione di atti d’ufficio, ritenendo che l’impatto acustico sia riconducibile alle normali e lecite attività portuali. Una conclusione che il comitato dei residenti, capitanato dall’ingegner Vittorio Gasparini, contesta e sulla quale il giudice sarà chiamato a pronunciarsi il prossimo 27 novembre.
"La zona – spiega Gasparini – continua a essere soggetta a rumori al di sopra della tollerabilità, che mettono a rischio la salute dei residenti. C’è lentezza da parte degli organi preposti: il Comune dovrebbe provvedere a piani di risanamento, mentre l’Adsp dovrebbe controllare le attività che si svolgono in ambito portuale. Ma c’è stata una negligenza tale che la situazione è forse addirittura peggiorata". Il portavoce del comitato entra nel merito anche della nuova richiesta di archiviazione. "Secondo la Procura le case sono state costruite troppo a ridosso della banchina, quando in realtà è il contrario. Il sostituto procuratode nella sua relazione ha anche scritto che il Comune aveva provveduto a piani di risanamento, ma non è così. A novembre 2024 la Provincia ha approvato l’ultimo piano di zonizzazione acustica che entro dicembre 2025 avrebbe dovuto riportare il rumore entro i limiti. Ma non è stato fatto niente. Per questo, tramite gli avvocati, abbiamo fatto richiesta di opposizione". L’ingegner Gasparini racconta anche di aver registrato alle due di notte "rumori fuori norma, con camion che causavano suoni da settanta decibel. Nonostante ci sia il limite dei cinque chilometri orari, i camion arrivano spesso a sfiorare i 60". Una situazione di cui si lamentano gli stessi residenti di viale san Bartolomeo. "Abito qui da 32 anni – dice Elvira Di Mauro – e ormai sono abituata. Sono state installate barriere fonoassorbenti, ma non servono a niente. Riguardo la richiesta di archiviazione non c’è da meravigliarsi. Credo che le cose non cambieranno mai e i rumori rimarranno sempre, visto che il porto dà da mangiare a tante persone".






