di Stefania Consenti
Gentrificazione eccessiva, erosione degli spazi pubblici.
La città e il suo modello di sviluppo urbano, con l’intera area metropolitana, sono ad un bivio. Alla radice del fenomeno, spiega Bertram Niessen, sociologo, direttore scientifico di cheFare, agenzia per la trasformazione culturale che indaga i rapporti tra cultura, innovazione e trasformazioni urbane, "c’è stata una logica di crescita urbana che ha fatto della cessione, temporanea o permanente, a soggetti finanziari, di interi pezzi di città. Sia chiaro, questo è successo in tutte le città che potevano essere appetibili per qualche motivo, ma a Milano si è verificato molto più velocemente. Certo, i tanti problemi di Milano sono simili a quelli di altre città medio grandi, anche europee, la differenza è che qui è mancata la regìa pubblica, politica, di questo fenomeno. E ne vediamo drammaticamente gli effetti".
Quali sono i segnali più evidenti di questa assenza?
"Il più evidente, viste le alte temperature di questi giorni che rendono la città invivibile, è che non si è investito adeguatamente in questi ultimi dieci anni sul contrasto al cambiamento climatico. La città è ancora troppo povera di verde, aree dove poter trovare sollievo, mancano dei rifugi climatici, c’è ancora troppo cemento.






