Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici“Il ragazzo dai pantaloni rosa“. Il film diretto da Margherita Ferri è stato proiettato nelle sale cinematografiche per la prima volta a novembre del 2024 (dopo l’anteprima alla Festa del cinema di Roma) conquistando subito un successo enorme e diventando campione d’incassi portando al cinema oltre un milione di spettatori e diventando il film italiano più visto di quell’anno. Ma ha generato anche diverse polemiche. Al centro c’è la storia di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che si è tolto la vita nel 2012 dopo essere stato vittima di cyberbullismo e bullismo omofobo. Il motivo scatenante fu l’aver indossato a scuola un paio di pantaloni tinti accidentalmente di rosa. Il film è diventato uno strumento fondamentale nelle scuole per sensibilizzare i giovani al rispetto e all’empatia. Nei panni di Andrea c’è l’attore Samuele Carrino mentre la madre del ragazzo, Teresa Manes, è interpretata da Claudia Pandolfi. Il tema principale, Canta ancora, ha la voce di Arisa. All’origine delle vessazioni: un paio di pantaloni, che da rossi erano diventati rosa dopo un lavaggio sbagliato. L’adolescente li aveva indossati comunque ma questo particolare era bastato a renderlo bersaglio di diverse prese in giro da parte di alcuni suoi compagni. Era stato anche vittima di uno scherzo. Si presentò a una festa travestito da prostituta, convinto che lo avrebbero fatto anche altri ragazzi, ma si ritrovò a essere l’unico truccato in quel modo mentre i suoi “amici” indossavano degli smoking. Insomma, una sequenza di umiliazioni senza fine. L’apice, quando scoprì l’esistenza di una pagina Facebook con lo scopo di deriderlo e insultarlo per la sua presunta omosessualità e per i suoi comportamenti non conformi di genere. Si tolse la vita a novembre del 2012, a 15 anni appena compiuti.