È una storia affascinante di basso profilo e alta creatività, di canzoni seducenti e disinteresse per qualsiasi regola di mercato, quella de I Cani, il gruppo romano guidato da Niccolò Contessa, che arriva questa sera e domani (alle 20) al BOnsai Festival (Parco delle Caserme Rosse), con le sue ballate sentimentali e amare. Un successo, il loro, nato dalla messa in rete, era il 2010, del video I pariolini di diciott’anni, una storia piccola, di ambientazione locale seguita, pochi mesi dopo, da un secondo brano, Il pranzo di Santo Stefano, e poi un’altra composizione, Wes Anderson.

Tutto pubblicato nel più completo anonimato, in maniera indipendente, sino all’incontro con la bolognese 42 Records, etichetta che da anni ha assunto un ruolo centrale nella scena del pop ‘obliquo’ , inconsueto, italiano. Da questa collaborazione nasce l’album d’esordio, Il sorprendente album d’esordio de I Cani, una serie di ritratti, come se fossero delle polaroid sonore un po’ sfuocate, di vita quotidiana di un ventenne nella capitale, coppiette che lasciano e si ritrovano, ambienti della media borghesia, studi fatti con poco entusiasmo, le passeggiate in motorini tra centro e periferia. Il successo è immediato, e Contessa sceglie l’anonimato, l’assenza dell’immagine anche nel tour, affollatissimo, che promuove l’uscita dell’album, volti celati da sacchetti di carta, corpi il più possibile nascosti. Il suono è quello di un rock minimo, che procede per lente modificazioni, che rimane appiccicato alla pelle, dal quale è difficile separarsi.