La conchiglia/shell di San Giacomo il Maggiore è una conquista simbolica del Cammino di Santiago. La leggenda narra che quando le spoglie dell’apostolo raggiunsero la Galizia, via mare, durante il passaggio della nave emerse miracolosamente un cavaliere illeso e ricoperto di conchiglie. Da allora divenne l’emblema del viandante, si usava per bere strada facendo, ma anche come lasciapassare, che esentava dai pedaggi. In epoca medievale i pellegrini come testimonianza dell’avvenuto pellegrinaggio raccoglievano queste conchiglie sulle spiagge della Galizia, nel Finis Terrae denominato così dai Romani perché credevano fosse il limite occidentale del mondo conosciuto. Questo Cammino è tornato in auge e reso ancora più famoso dal film Buen Camino di Checco Zalone. Oggi il termine shell viene utilizzato anche in altri ambiti come quello medico, può essere inteso come esoscheletro, ovvero un guscio da indossare per assistere il movimento di gambe incapaci di muoversi da sole. Anche l’IA robotica si avvale dello shell per assumere sembianze umane. La conchiglia Saint Jacques (Pecten jacobaeus) o capasanta si chiama così perché nel Medioevo veniva usata dai sacerdoti per versare l’acqua santa sul capo del battezzando. La conchiglia Saint Jacques è simbolo di bellezza femminile ed è il riferimento che ha usato Sandro Botticelli, ne La Nascita di Venere, dove raffigura la dea in piedi su una bellissima conchiglia madreperlata a forma di ventaglio, appoggiata sulle acque increspate del mare. Anche in cucina la capasanta ha fascino. Il corpo del mollusco è costituito dal muscolo, la parte bianca e carnosa detta anche noce e dal corallo rosso arancio che contiene sia la parte femminile che maschile (il mollusco è ermafrodita). Consumate dall’antichità, Aristotele ne consigliava la cottura alla griglia, con l’aggiunta di aceto.