“Tutti facciamo i conti con il tempo che passa. Noi donne di più”La grande vecchia sta frugando fra le antiche fatture, le ricevute dimenticate, i rendiconti della banca. Non lo fa da secoli. Dice che la schiuma nera della vita, tutta la burocrazia della sopravvivenza non la riguarda, dice che dei soldi non le frega niente quando pensa che stiamo per morire (noi boomers). Dice che se ci piglia un attacco di pitoccheria è perché siamo di buon umore e pensiamo che non moriremo mai, perciò bisogna avere sempre qualche risparmio. La guardo trafficare. Sembra allegra. «Abbiamo un po’ di quattrini da parte? », chiede, garrula.«Sì, qualcosa, perché?».«Voglio comprarmi U1».«Che cos’è la compilation di una band rockettara?».«No, è un umanoide di ultima generazione. Sui vent’anni, carino, dolce, gentile, capace di parlarti quando vuoi parlare e di tacere carezzandoti la fronte quando vorresti dormire. Conosce tutte le formule per far felice una donna. E te le recita con naturalezza. Non hai bisogno di cliccare di qua e di là. È un umanoide di compagnia, senza password né altre rogne elettroniche. È il fidanzato che ci è apparso in sogno, il marito che abbiamo sperato… non guarda la partita quando tu vorresti vedere un film, non si addormenta sul divano con la bocca semiaperta mentre state guardando un capolavoro in bianco e nero del 1933. Insomma, U1 è l’incarnazione del nostro desiderio e noi abbiamo tutto il diritto di desiderare, ce lo siamo conquistato: non siamo più, grazie alle nostre lotte, oggetti scaduti del desiderio altrui, ma soggetti del nostro. Da quando i rapporti umani sono diventati una fiera delle vanità esibite, una macabra danza delle solitudini, la coppia è ridiventata un rifugio necessario».
Voglio l’umanoide U1 e lo vuoi anche tu, confessa!
Tra ironia e malinconia, un dialogo immaginario sull'ultimo umanoide di compagnia diventa una riflessione sulla solitudine, sul desiderio, sull'invecchiamento …






