Un’indagine nata a Castelvetrano, quando la Squadra Mobile seguendo due imprenditori legati alla Cosa nostra di Matteo Messina Denaro, trovò imprenditori e manager regionali protagonisti di un sistema di corruzione. Adesso la procura antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone e di una società. Corruzione con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra. I pm Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino, hanno chiesto il processo contro l'ingegnere Carmelo Vetro, 41 anni, passato dal carcere (nel 2008 venne condannato a nove anni per mafia) a diventare un professionista quasi insospettabile, appartenente alla massoneria. Per i magistrati sarebbe la moderna espressione "viva" di mafia, massoneria e colletti bianchi. Il padre di Carmelo Vetro, Giuseppe, fu per decenni storico capomafia di Favara. Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per Salvatore Vetro, 38 anni, fratello di Carmelo, e per il cognato Antonio Lombardo, 48 anni, e poi per il dirigente del dipartimento regionale alle Infrastrutture Giancarlo Teresi, 68 anni, collezionista d'auto e per i pm collettore di tangenti, e ancora per il funzionario regionale Francesco Mangiapane, 67 anni, per l'imprenditore Giovanni Aveni, 68 anni. Chiesto il processo anche per la An.Sa srl, società formalmente intestata a Lombardo ma nelle mani di Carmelo Vetro.