ROMA — I giorni trascorsi dal giorno del terremoto in Venezuela (il 24 giugno scorso) hanno svolato lentamente le dimensioni della tragedia che ha colpito il Paese. Il bilancio delle vittime dei due terremoti è rivisto ora al rialzo e supera le 4.000 unità, raggiungendo quota 4.118, secondo l’ultima nota ufficiale del governo, presieduto da Delcy Rodríguez dal 5 gennaio scorso, dopo il blitz delle forze speciali statunitensi che destituirono e arrestarono Nicolás Maduro. Il numero dei feriti rimane invariato a 16.740, mentre le persone tratte in salvo sono 6.462.

L’assistenza sanitaria a più di 86 mila persone e 89 tendopoli per 17.266 senza casa. Sul fronte dell'assistenza umanitaria, risultano 86.794 famiglie assistite, con 17.266 persone ospitate in 89 campi temporanei e 17.907 rimaste senza abitazione. I danni al patrimonio edilizio comprendono 856 edifici danneggiati e 190 completamente crollati. Le autorità riferiscono inoltre di aver distribuito 9.766 tonnellate di alimenti e oltre 13,9 milioni di litri d'acqua, mentre i pazienti assistiti hanno raggiunto quota 29.966. Alle operazioni di soccorso partecipano 3.454 soccorritori internazionali, affiancati da 30.076 operatori delle forze di emergenza venezuelane e 29.843 volontari. Dall'inizio della crisi sismica sono state registrate complessivamente 1.171 scosse di assestamento.