A prima vista, l’idea di mettere in un cono o in una coppetta del brodo di manzo congelato o del dentifricio potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto. Eppure, camminando in questi giorni nel cuore di Chelsea, a Londra, la fila che si snoda lungo Pont Street racconta una storia completamente diversa. Ha riaperto da qualche settimana, e rimarrà accessibile fino al 17 agosto, The Ice Cream Project, il pop-up estivo ideato dalla stilista Anya Hindmarch, nota per le sue provocazioni in forma di accessori, che giunge quest’anno alla sua quinta edizione.

L’intero concetto gioca su un cortocircuito nostalgico e domestico: prendere i marchi storici della dispensa britannica, quelli che chiunque ha negli scaffali della cucina, e trasformarli in gusti di gelato. Sui social è un susseguirsi di video in cui creator e influencer si sfidano a ordinare gli accostamenti più improbabili, registrando reazioni che vanno dal disgusto totale alla sorpresa più genuina. Ma la cosa interessante, osservando la folla in coda, è che il gioco non risparmia nessuno. Accanto al ragazzo con lo smartphone sul treppiedi ci sono famiglie, professionisti in pausa pranzo, studenti usciti di scuola e curiosi di ogni età, tutti attratti dalla voglia di capire se il burro salato o la salsa di soia, così come la cipolla e la salvia, possano davvero funzionare sotto forma di gelato.