La crisi della Seconda Repubblica impone una riflessione sul superamento della polarizzazione e sul recupero del metodo programmatico della tradizione popolare. Al centro del dibattito, il rilancio del principio proporzionale, il ruolo dei cattolici in politica e la necessità di ricostruire una democrazia più rappresentativa. Da queste premesse prende spunto anche il volume di Gennaro Ponte “21 idee per stare bene”, che propone un confronto aperto tra culture politiche diverse per ripensare sviluppo, benessere e governo della complessità. L’analisi di Chiapello
Il grande patto non scritto tra destra e sinistra per ritrovarsi in un salto di sistema, in quella che è stata definita “seconda repubblica” e che dopo tre decenni si può ritenere un fallimento, si è fondato di fatto sul disfacimento (e suicidio di una classe dirigente ancora ottima nel “mestiere” come visto nelle sopravvivenze uti singuli successive ma ben lungi da una resilienza ideale come i democristiani tedeschi nello stesso periodo) della Democrazia Cristiana, ossia del centro, tra rivoluzione giudiziaria a cui hanno dato pieno sostegno i convergenti giustizialismi missino e comunista, sulla cancellazione della legge elettorale proporzionale, su una idea leaderistica e verticistica della politica tra elezione diretta di sindaci che sembrano podestà e presidenti di regione che si illudono di essere “governatori” statunitensi, liste bloccate e collegi uninominali, riduzioni dei numeri delle assemblee elettive, “capi” di coalizione segnati sulle schede elettorali, ecc…







