Mohamed Saidi, resta in carcere, lo ha deciso il gip di Milano Cristian Mariani. Per il giudice il 27enne è pericoloso e potrebbe commettere altri reati della stessa specie se lasciato libero. Saidi è accusato di sfergio permanente, per aver aggredito con un coltello e provocato ferite al viso di una ragazza di 23 anni. Il pubblico ministero ha escluso l’aggravante dei motivi razziali, etnici o religiosi.
L'udienza e le parole di Saidi
Nell'udienza di convalida l'uomo, ha dato un versione in cui ha dichiarato di essere stato lui vittima di un'aggressione da parte della 23enne e di non aver mai avuto un coltello in mano. Un racconto ritenuto non credibile dal giudice. “Ha parlato, ha dato la sua versione dei fatti. Ci saranno ulteriori indagini”. Ha riferito il legale, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto durata circa un'ora.
Le accuse contestate
I reati contestati restano tre: deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di coltello. L'aggressione è avvenuta alla fermata Duomo giovedì pomeriggio, sulla banchina della linea gialla, in direzione Comasina. Fatima, 23 anni, nata in Marocco e residente a Milano, era con alcuni amici e stava tornando a casa. Secondo la ricostruzione, Saidi avrebbe iniziato a insultarla e minacciarla dopo averle detto in arabo: “Che cosa guardi?”. La ragazza avrebbe provato a calmarlo, per poi avvertirlo che avrebbe chiamato la polizia. A quel punto l’aggressione: sputi, spinte, un pugno al volto. Poi il coltello.











