L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumare meno di 5 grammi di sale al giorno in età adulta. Più o meno, si parla di 2 grammi di sodio. Per i bambini si dovrebbe scendere ulteriormente. Purtroppo, però, da noi l’introito giornaliero è mediamente doppio, con ripercussioni sui valori della pressione arteriosa che tende a salire. In questo panorama, che dovrebbe condurre ad una diminuzione dell’apporto di cloruro di sodio, si inserisce uno studio inglese che preoccupa, soprattutto considerando il potenziale ruolo dell’ipertensione nel rischio cardiovascolare. La ricerca, apparsa su PlosONE e condotta da esperti dell’Università di Reading coordinati da Gunter Kuhnle (primo nome Alexandra Irina Mavrochefalos), mette in guardia in particolare sul rischio di cibi di asporto. Rispetto a quanto riportato in etichetta e sul menù, i piatti da acquistare già pronti per il consumo a domicilio potrebbero presentare contenuti di cloruro di sodio ben più elevati, tanto da superare il limite di sale ammesso ogni giorno. Alcuni pasti acquistati in ristoranti non facenti parte di catene, in particolare, sono arrivati a 10 grammi di sale per porzione.
Ipertensione, attenzione (anche) ai reni per proteggere cuore e vasi






