Cerchiamo di stare sotto i 5 grammi di sale ogni giorno, per ridurre i rischi di sviluppare pressione alta ed affaticare il cuore. Ma non dimenticate che non conta solamente quando sodio si introduce, sotto forma di cloruro di sodio. Piuttosto bisogna considerare anche le caratteristiche del sale. E consumare sale iodato significa proteggere la tiroide dal gozzo. Grazie a questo semplice “sotterfugio” alimentare, infatti, si offre alla ghiandola il nutriente chiave per il suo benessere, appunto lo iodio, che rappresenta il carburante per il buon funzionamento della ghiandola. Ogni giorno abbiamo un fabbisogno di150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. Il sale iodato, come raccomanda l’OMS, è di grande aiuto per non andare incontro a possibile deficit.

Cos’è il sale iodato e a chi serve di più

Non immaginate chissà quale alchimia o gusto modificato dietro la semplice aggiunta di iodio al sale da cucina. Addizionando iodio, classicamente iodato o ioduro di potassio, si punta la barra sulla prevenzione della carenza dell’elemento essenziale per la tiroide e quindi per l’intero organismo. Il sale iodato concorre ad offrire il rifornimento di iodio di cui la ghiandola ha bisogno per produrre i suoi ormoni, il T3 e il T4. Il tutto, va detto, senza che ci siano variazioni nei caratteri organolettici degli alimenti a partire dal loro gusto.