“Lo avevamo detto e scritto più volte: l’illegittimo sistema (denominato Cerbero) adottato dal Comune di Villa San Giovanni era destinato a intercettare un flusso potenziale di circa otto milioni di veicoli l’anno e ha rappresentato uno dei più estesi sistemi comunali di lettura targhe e produzione seriale di sanzioni che violava codice della strada e normativa privacy. Un sistema che ha che ha generato oltre 7.000 sanzioni in pochi mesi, acceso in pompa magna, difeso dalla sindaca Caminiti e dalla sua squadra contro ogni evidenza. Ora rimane solo infrastruttura tecnologica e cartelli. Spento da un paio di mesi senza che nessuno si sia preso la briga di comunicare nulla eppure pronto a generare un buco di bilancio pauroso”. E’ quanto afferma il Codacons Reggio Calabria.
“L’Amministrazione non ne esce bene”
Che aggiunge: “La disattivazione è intervenuta dopo che il Direttore centrale della Polizia stradale, dott. Renato Cortese, investito della questione a seguito delle iniziative del CODACONS, ha censurato il modello di accertamento automatico e segnalato rilevanti criticità anche in relazione alla protezione dei dati personali.L’amministrazione Caminiti non ne esce affatto bene: ha dichiarato tutto e il suo contrario, tampinata e inqualche modo protetta dall’Autorità Garante della Privacy, ha dapprima affermato che non si trattava divideosorveglianza, poi ha nominato il DPO, infine fatto realizzare un primo documento d’impatto che invecedeve essere redatto prima di iniziare il servizio e poi fatto formulare un secondo documento d’impatto, daun consulente esterno alla PA e senza che ci fosse un indirizzo istituzionale. Tutto questo mentre diversi “Reclami”, che sono l’equivalente delle denunce al Garante, hanno determinato l’apertura di altrettanti procedimenti che non potranno non portare, inevitabilmente, ad una dichiarazione di “illiceità” del sistema, anche per via di recenti analoghi provvedimenti dello stesso Garante, a meno che non si voglia aprire un’altra vertenza giudiziaria presso la Procura di Roma. La prospettiva che ora si apre concretamente è, dunque, un danno per le casse comunali di un paio di milioni di euro per il danno cagionato all’erario, sebbene il danno più grosso sia quello prodotto al patto di fiducia che lega gli elettori agli eletti”.









