Roma, 11 lug. (askanews) – Le aziende cinesi gestiscono, finanziano o detengono partecipazioni in circa un terzo dei porti africani e Pechino controlla sempre più anche software, automazione e strumenti di intelligenza artificiale che fanno funzionare queste infrastrutture. E’ quanto emerge da uno studio dell’Africa Center for Strategic Studies, secondo cui l’influenza marittima cinese nel continente va ormai ben oltre le banchine, a quanto riporta il South China Morning Post.
Il rapporto, pubblicato il mese scorso, sostiene che Pechino finanzia e gestisce anche reti stradali, ferroviarie e logistiche collegate ai porti e ad altri progetti marittimi africani, intrecciando sempre più il commercio del continente con i sistemi commerciali cinesi.
Secondo lo studio, la Cina ha creato corridoi di trasporto che collegano cluster portuali africani a hub cinesi come Qingdao e Yantai, nella provincia dello Shandong. Si tratta di un’integrazione crescente dell’Africa in reti marittime centrate sulla Cina.
L’influenza cinese riguarda rotte chiave come il Golfo di Aden, il Golfo di Guinea e il Capo di Buona Speranza, corridoi vitali per le importazioni energetiche e il commercio via mare di Pechino, lungo i quali transitano complessivamente merci per circa 350 miliardi di dollari l’anno.







