La buona notizia è che la puglia ha registrato la miglior performance tra le Regioni meridionali piazzandosi al decimo posto assoluto. E che, per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, è all’ottavo posto a pari merito con il Lazio, pur perdendo qualche punto. Questo dicono le «classifiche» (tra virgolette) del ministero della Salute sulla valutazione dei livelli essenziali di assistenza: in Italia - grazie ai nuovi indicatori introdotti lo scorso anno- sono praticamente sparite le insufficienze.
Il monitoraggio dei Lea non è inteso come una graduatoria: il punteggio (da zero a 100 su prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera) serve a verificare il rispetto degli standard sul territorio, e quindi - indirettamente - misura la qualità del sistema sanitario. A livello generale i dati mostrano però un’Italia a due velocità, con Veneto, Emilia-Romagna e Toscana quasi inarrivabili. E con il Mezzogiorno guidato dalla Puglia, che raggiunge 85 punti nella prevenzione, 76 per il territorio e 81 per l’assistenza ospedaliera.
Il punteggio del 2024 è stato calcolato su un totale di 27 indicatori: per la prevenzione ci sono ad esempio le coperture vaccinali di base, per il territorio l’intensità di cura degli anziani nelle Rssa, per gli ospedali la percentuale di ricoveri inappropriati e quella delle fratture di femore trattate entro due giorni. Le Regioni devono raggiungere almeno 60 punti in ciascuna delle tre aree: con questo nuovo sistema sono state registrate solo tre insufficienze (Bolzano e la Sicilia per la prevenzione, la Calabria per l’assistenza distrettuale).












