a

Il negoziato tra Stati Uniti e Iran entra in una fase che gli osservatori definiscono decisiva, con un nuovo aut-aut americano che rischia di far saltare mesi di lavoro diplomatico. Secondo quanto ricostruito da “Bloomberg” attraverso una fonte governativa statunitense, l’amministrazione di Washington non è disposta a sottoscrivere alcuna intesa bilaterale definitiva se Teheran non accetterà di rinunciare alle proprie riserve di uranio arricchito, accumulate negli impianti sparsi sul territorio della Repubblica islamica.

La richiesta, presentata come non negoziabile, arriva in una settimana di intensa attività diplomatica: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova in Oman per un nuovo giro di colloqui, mentre secondo l’emittente “Al Hadath” un ulteriore round di incontri tra le delegazioni americana e iraniana è atteso domani in Pakistan, Paese che già a giugno aveva ospitato la firma del memorandum d’intesa che pose fine alle ostilità aperte tra i due Paesi.

Per la Casa Bianca, la cessione fisica - o comunque il trasferimento verificabile - del materiale fissile resterebbe l’unica garanzia credibile per blindare un accordo duraturo con Teheran. Si tratta di un tema che aveva già fatto naufragare, mesi fa, un primo round di trattative dirette a Islamabad: allora la richiesta di Washington di ottenere la consegna o la vendita dell’intero stock di uranio arricchito a un livello prossimo a quello militare si era scontrata con una controproposta iraniana giudicata insufficiente dagli americani, senza che le parti riuscissero a trovare un punto di caduta comune.