Mariano Giustino
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La notizia bomba, lanciata da alcuni media turchi secondo la quale la Turchia venderebbe o trasferirebbe gli S-400 acquistati dalla Russia a uno stato arabo del Golfo e si sostiene che possa essere gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar, ha suscitato molta sorpresa e allarme perché se questa notizia dovesse essere confermata, cadrebbe l’ostacolo che impedisce a Washington di revocare le sanzioni sulle armi alla Turchia. Ma la Turchia non può decidere da sola la vendita del sistema russo a un paese terzo, a meno che la Russia non dia il via libera. Non è un caso che Mosca e Ankara hanno proprio ieri tenuto colloqui sul sistema S-400 presente nell’inventario di Ankara. Il portavoce del Cremlino, Peskov, dice che si tratta di una questione estremamente delicata e che le consultazioni su tale delicata questione continueranno.
I contratti di esportazione e i protocolli di sicurezza russi impediscono il trasferimento di diverse informazioni e tecnologie sensibili sul sistema missilistico S-400 per questo la notizia secondo la quale Ankara si appresterebbe a disfarsi degli S-400 vendendoli a un paese terzo appare non fondata. Codici IFF, le frequenze e gli algoritmi crittografici utilizzati per distinguere i velivoli amici da quelli ostili, le sorgenti dei radar e i codici delle forme d’onda, l’architettura del software di comando e controllo, i protocolli dei lanciatori e dei radar, le reti di intelligence, sono tutte elementi sensibili che non possono essere trasferiti a paesi terzi. Inoltre la promessa di Trump di revocare immediatamente le sanzioni CAATSA contro la Turchia e favorire la vendita degli F-35 si trova ad affrontare un percorso complicato a Washington.










