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Matteo Castagnoli

S'indaga per incendio doloso. Il rogo sarebbe partito da un pacco «molto caldo» caricato su un camion già pieno per metà e diretto a Torino. Accertamenti della Digos su 2 mila pacchi

Le coperture assicurative sono state attivate. Quindi per chi avesse sfortunatamente inviato o dovesse ricevere un pacco tra quelli custoditi nello stabilimento dell’azienda Bartolini di via Don Minzoni alla Bovisa, distrutto mercoledì da un maxi incendio (nella foto), in qualche modo dovrebbe arrivare un aiuto. Come questo avverrà, al momento, non è ancora chiaro. Se, cioè, ci saranno dei risarcimenti totali o parziali o ancora se saranno emessi voucher per acquisti o spedizioni. In una nota diffusa ieri mattina dall’azienda di logistica si precisa anche che Bartolini è al lavoro per «minimizzare gli impatti sui clienti». Quello di via Don Minzoni è uno degli hub cruciali per Milano, la Lombardia e in generale per l’intero nord Italia. Su tutto il territorio nazionale sono circa duecento i depositi di Bartolini.

Intanto proseguono gli accertamenti dell’autorità giudiziaria per chiarire l’esatta dinamica e le cause del maxi rogo che ha devastato 8 mila metri quadrati dello stabilimento alla Bovisa. I vigili del fuoco hanno impiegato quasi quindici ore per domare le fiamme. L’incendio — anche secondo la testimonianza di Sonny Salac, capo magazzino dei capannoni di via Don Minzoni — sarebbe partito da un pacco «molto caldo» caricato su un camion già pieno per metà e diretto a Torino. In Procura è stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di incendio doloso a carico di ignoti. Anche se al momento non ci sono elementi che fanno pensare a un atto volontario o a un sabotaggio. La Digos sta facendo accertamenti sui quasi duemila pacchi che gli addetti stavano movimentando per risalire mittenti e destinatori ed escludere anomalie. Gli operai del magazzino aspettano nuove indicazioni sulla ripresa del lavoro in altri stabili o sull’inizio della cassa integrazione.