Chi deve risarcire i consumatori per i pacchi distrutti o bloccati a causa dell’incendio al deposito Bartolini di Milano? Fanpage.it lo ha chiesto a Massimiliano Dona, avvocato e presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
L'incendio nel magazzino di Bartolini di via Don Minzoni
Dopo l'incendio divampato nel magazzino di Bartolini di via Don Minzoni lo scorso 8 luglio a causa del surriscaldamento di batterie al litio contenute in un pacco, molti consumatori si sono chiesti che cosa accadrà ai pacchi andati distrutti o rimasti bloccati a causa del rogo. La risposta, ha spiegato a Fanpage.it Massimiliano Dona, avvocato e Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, cambia a seconda del tipo di spedizione e del rapporto contrattuale esistente.
Come funzionano i risarcimenti Il primo aspetto da verificare è chi sia il soggetto giuridicamente responsabile nei confronti del cliente, ha spiegato Dona. Se il pacco contiene un acquisto effettuato online, infatti, il consumatore non deve rivolgersi direttamente al corriere. "Il responsabile verso il cliente è il venditore, non Bartolini", ha continuato il legale. Sarà quindi l'azienda che ha venduto il prodotto a dover garantire la consegna oppure procedere con il rimborso, salvo poi rivalersi sul corriere per gli eventuali danni subiti. Diverso è il caso di chi ha affidato personalmente un pacco a Bartolini per una spedizione privata. In questa situazione entra in gioco il contratto di trasporto stipulato tra il cliente e il corriere. Se il bene viene danneggiato, distrutto o la consegna subisce ritardi a causa dell'incendio, si configura un possibile inadempimento contrattuale, con il conseguente diritto al risarcimento, poiché in questo caso "Bartolini ha obblighi di custodia e consegna". Per questo motivo Dona consiglia ai consumatori coinvolti di inviare una comunicazione formale tramite PEC al corriere, così da contestare l'inadempimento e richiedere il risarcimento dei danni eventualmente subiti.












