Dall’11 al 13 luglio si svolge la prima edizione di T.R.A.C.C.E., l’acronimo che sta per Turismo Rurale Antico: Cammini, Cultura ed Esperienze, ossia: Cammino lento della Transumanza. I comuni interessati dal tratturo sono: Caraffa di Catanzaro-Settingiano -Triolo-Gimigliano-Sorbo San Basile-Taverna. Lunedì prossimo la manifestazione rural-turistica si concluderà alla Cittadella regionale
Scrisse D’Annunzio e Attanasio
Scrisse D’Annunzio: “Settembre, andiamo. È tempo di migrare./ Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori/ lascian gli stazzi e vanno verso il mare:/ scendono all’Adriatico selvaggio/ che verde è come i pascoli dei monti./ Han bevuto profondamente ai fonti/ alpestri, che sapor d’acqua natia/ rimanga ne’ cuori esuli a conforto,/che lungo illuda la lor sete in via./ Rinnovato hanno verga d’avellano […]”. Quando si parla di transumanza la mente va alle reminiscenze scolastiche. Al poeta abruzzese, in questo caso. La transumanza, com’è noto, è un’antica pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi e verso condizioni climatiche migliori. Consisteva nel far migrare gli animali dai pascoli in quota dei monti abruzzesi e molisani, a quelli più miti del Tavoliere delle Puglie e del Gargano. C’è stata, e in parte c’è ancora, una transumanza calabrese che due intellettuali calabresi hanno trasformato in evento culturale attraverso una mostra e poi in un libro di 200 pagine che in una calda estate del 2022 venne presentato in giro per la Calabria. Il saggio, dal titolo “Figli del Minotauro/Storie di uomini e animali “, è stato curato da Eugenio Attanasio e Antonio Renda. Il primo è un cinefilo, presidente della Cineteca della Calabria, regista, critico e autore. Il secondo è un fotografo di arte e di storia; per lunghi anni ha collaborato con Antonio Panzarella. In quella performance la transumanza assunse anche una metafora del cammino dell’uomo e del bovino, iniziato diecimila anni fa con la sua domesticazione. La transumanza è divenuta ormai patrimonio mondiale dell’umanità in seguito alla dichiarazione dell’Unesco e, oggi, con l’iniziativa regionale si richiamano antiche tradizioni.








