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Era il 21 giugno 1965 quando la “Marina di Scilla” salpò alle ore 10 da Reggio Calabria per creare il primo “ponte” dello Stretto e raggiungere la rada San Francesco a Messina: fu la prima nave della Caronte che inaugurò quel servizio ancora oggi, a distanza di 61 anni, cerniera tra le due sponde dello Stretto. E la memoria si ferma a quel “battesimo” denso di emozioni, con un fuori programma che spiazzò tutti, tra incredulità e stupore: il patron di quella avventura imprenditoriale, Amedeo Matacena, mentre la nave si trovava a metà dello Stretto, diede disposizione di fermare i motori e aprire il portellone di prora, ordinando ad alcuni marinai di spingere in mare la sua auto (una Lancia Fulvia, unico mezzo presente a bordo), come rito propiziatorio.

Da Messina la nave ripartì carica di auto, come testimoniò la Gazzetta del Sud con l’articolo del giorno dopo. Al timone del Marina di Scilla c’era il comandante Rosario Dominici, alla direzione macchine il comandante Antonino Cappello; sul ponte erano ospiti i comandanti Antonio Aloisi, Antonino Rinaldi e altre rappresentanti istituzionali di Messina e Reggio Calabria. Una memoria che si è fatta storia, ripercorsa lo scorso 21 giugno in una trattoria a Ganzirri dai protagonisti di allora.