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Redazione Buone Notizie
La storica istituzione dei Frati Minori Francescani, attiva dal 1953 a Bologna, oltre a garantire un pasto a chi è in condizioni economiche precarie ha messo in atto una serie di proposte per contrastare il cooling poverty
Distribuzione di acqua, gite, momenti aggregativi al fresco, mense e laboratori: l’Antoniano di Bologna mette a punto la strategia per supportare le famiglie e le persone sole a basso reddito che il caldo sta mettendo ancora più in difficoltà. Il caldo, spiegano dall’Antoniano, sta diventando un moltiplicatore di diseguaglianze sociali: crescono solitudine e disagio e in 7 casi su 10 le temperature aggravano le condizioni di povertà. Perché c’è chi è costretto a rinunciare a raffrescare la propria casa per il costo dell'energia.Il cambiamento climatico, in sostanza, sta facendo emergere una nuova forma di povertà, la cooling poverty: l'impossibilità economica di raffrescare la propria abitazione durante le ondate di calore. Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, le famiglie a basso reddito destinano fino all'8% del proprio budget ai consumi per il raffrescamento, mentre milioni di persone rinunciano del tutto a ventilatori o climatizzatori per il peso delle bollette. E a pagarne le conseguenze è anche chi dipende da infrastrutture che il calore mette in crisi, come hanno dimostrato i blackout a Torino e Napoli, che si sono tradotti, per chi vive in condizioni di fragilità, nell'impossibilità di accedere a servizi essenziali.La cooling poverty, oltre a essere una questione economica, è anche una condizione che trasforma il caldo in isolamento, la bolletta in un ostacolo e la casa in un luogo da cui fuggire senza sapere dove andare. Fenomeno che l’Antoniano osserva ogni estate attraverso la rete italiana di Operazione Pane: le temperature sempre più elevate non creano nuovi bisogni, ma rendono più difficili da sostenere quelli già esistenti, aggravando le condizioni di povertà e sommando alla povertà economica una profonda solitudine.«La crisi climatica ci sta insegnando che parlare di ambiente significa parlare di persone. Già più di 10 anni fa, Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si', ci ricordava che non esistono una crisi ambientale e una crisi sociale separate, ma un'unica crisi socio-ambientale», dichiara Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. «Lo vediamo ogni giorno: quando le città si surriscaldano emergono con più forza le fragilità, la povertà energetica e la solitudine. Per questo il nostro compito non si limita a offrire un aiuto materiale, ma significa anche custodire la dignità delle persone e tenere aperti spazi di relazione, ascolto e comunità».













