"Quante persone attendono la restituzione delle somme versate? Almeno una quindicina per circa mezzo milione di euro. Parliamo di simpatizzanti del movimento, tra cui la coppia modenese. Tutta gente che ha lavorato per lui per anni e gli ingannati sono deboli e bisognosi; ovvero persone che mettevano da parte i propri soldi per matrimoni, figli; per pagare badanti. Ha ingannato tutte queste persone a partire dal 2019, anno a cui risalgono i primi versamenti". A parlare, dopo lo scandalo che ha coinvolto il giornalista Mario Adinolfi, finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ‘scommessa collettiva’, è l’avvocato Giorgio Dipietromaria. Una coppia di pensionati modenesi avrebbe affidato all’indagato poco meno di 80mila euro, convinta di aver investito i propri risparmi dopo la vendita di un’attività agricola. "E’ una persona che stimavamo; pensavamo fosse la più corretta di questo mondo viste le idee che esprimeva e che ci incontravano abbastanza – spiega la pensionata modenese – Un cattolico che commentava il Vangelo per radio, che sottolineava sempre la vicinanza alla famiglia: per questi valori incontrava la nostra stima. Noi lo seguivamo su Radio Maria, nel canale Youtube e Facebook dove, ad un certo punto, in mezzo agli articoli pubblicò il post che parlava dell’investimento e indicava la sua mail. Lo abbiamo contattato, ci ha proposto l’investimento e da inesperti ci siamo caduti – afferma la donna – Abbiamo fatto una decina di bonifici almeno a partire dal 2022. Faceva post sempre più allettanti e ci contattava via mail proponendo continue ‘occasioni’. Quando abbiamo chiesto contezza dei nostri soldi, ha iniziato a dirci che ci volevano novanta giorni e altre scuse: ci ha additato come ‘avidi’. Il fatto che fosse così esposto, dichiarandosi quasi salvatore del mondo ci aveva convinto. Ad oggi continua a dichiarare che è tutto falso; che faccia tosta", conclude la donna. Secondo la procura della capitale Adinolfi avrebbe infatti raggirato decine di persone che gli hanno affidato denaro, fino a 150mila euro credendo nella ‘scommessa collettiva’, un circuito di raccolta fondi da privati - promosso via social - ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. Non solo, secondo le indagini della finanza, l’ex parlamentare si sarebbe appropriato delle somme che coloro che credevano in lui gli avevano affidato ma avrebbe anche evaso il fisco per circa 400 mila euro impiegando il denaro per l’acquisto di case, viaggi, imbarcazioni e orologi. "La coppia modenese ha presentato denuncia ai carabinieri lo scorso febbraio – spiega il legale – Ma non sono gli unici, purtroppo: assisto anche altre undici persone tra dirigenti e simpatizzanti del movimento politico Popolo della Famiglia che hanno affidato i propri risparmi ad Adinolfi. "Agiva in base ad uno stesso schema: la proposta di investimento si caratterizzava per garanzia del capitale investito, con rendimenti minimi garantiti del 13 per cento su quote da tremila euro e 40 per cento su quote da diecimila euro". Valentina Reggiani
Nella rete di Adinolfi: "Ci siamo fidati di lui. Spariti 80mila euro"
La disperazione di una coppia di pensionati: "Erano tutti nostri risparmi" "Quando abbiamo chiesto spiegazioni sull’investimento ci ha dato degli avidi".











