HomeForlìCronacaTruffa dei crediti deteriorati. Esercente non paga e fa ricorso. Il giudice le dà ragioneLa titolare di una pizzeria della città s’era vista arrivare l’ingiunzione per un acquisto di 10 anni fa, già saldato. L’avvocato: "Molti, intimoriti, sborsano. Ma l’unica via è opporsi".La titolare di una pizzeria della città s’era vista arrivare l’ingiunzione per un acquisto di 10 anni fa, già saldato. L’avvocato: "Molti, intimoriti, sborsano. Ma l’unica via è opporsi".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn presunto debito, vecchio di 10 anni. Qualche centinaia di euro (880), per l’acquisto di pomodori, mozzarelle e affini. Alimenti di base per una pizzeria. I cui titolari si son visti recapitare un’ingiunzione di pagamento. Vecchia di 10 anni. La titolare della pizzeria ’La Margherita’ di via Cerchia si rivolge allora al suo legale, Pier Giorgio Monti. Che innesca immediamente i controlli incrociati. E alla fine si oppone al pagamento. Riuscendo a revocare l’ingiunzione: quegli 880 euro erano già stati pagati, all’epoca dell’acquisto delle materie prime della pizzeria. E allora perché, dopo dieci anni, qualcuno rivoleva quei soldi?
Il meccanismo, di truffa, è consolidato. E s’innesta sul fallimento di una società. In questo caso la bancarotta, sulla quale ha indagato la Guardia di finanza, è quella della Gapar spa, di Fornace Zarattini, a Ravenna. Società storica – nata nel 1969 –, dopo anni con fatturati milionari approda a un clamoroso crac, sancito nel 2015. In quel momento i crediti della Gapar vengono acquisiti da società finanziarie. Che accendono l’ingranaggio dei ’crediti deteriorati’.






