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Con due sentenze gemelle del 29 giugno scorso la Corte Suprema degli Usa ha salvaguardato l'indipendenza della Fed dal potere presidenziale di Donald Trump e ha ampliato i poteri di ingerenza di quest'ultimo nei confronti di un'altra agenzia indipendente come la Ftc, alla quale compete l'applicazione del diritto antitrust.
In entrambi i casi Trump aveva disposto la revoca con effetto immediato di alcuni componenti dei due cda.
Nel caso della Fed la revoca della governatrice Lisa Cook era stata disposta «per giusta causa», ossia il venir meno del requisito di integrità morale: secondo l'accusa, peraltro mai sottoposta al vaglio di un giudice, la governatrice - nominata nel 2022 da Joe Biden - aveva falsificato documenti per ottenere mutui immobiliari a condizioni favorevoli. La revoca, disposta nell'agosto 2025, con effetto immediato e senza contraddittorio, era stata impugnata e subito sospesa da una corte federale. Il vero obiettivo di Trump era sostituire la governatrice poco propensa ad assecondare le sue richieste di ridurre i tassi d'interesse. Per questa stessa ragione il aveva ventilato un analogo provvedimento nei confronti dell'ex Presidente della Fed, Jerome Powell.







