Sanluri-Sardara-Villanovaforru. 11 luglio 2026 alle 00:14La rivolta dei Comuni e dei comitati contro il progetto presentato dall’Enel
Guerra senza sosta ai signori del vento sulle colline tra i Comuni di Sanluri, Sardara e Villanovaforru. A distanza di 23 anni, quando si tentò nella stessa area il primo assalto, la voce del no all’eolico selvaggio torna a farsi sentire con due petizioni a Regione e Governo, e poi assemblee pubbliche e delibere nei Consigli comunali. Tutti uniti contro il progetto di Enel per installare 12 torri alte 220 metri, una potenza complessiva di 72 megawatt oltre a un impianto di accumulo da 35. L’obiettivo è generare energia pulita per produrre idrogeno verde, utile allo stabilimento Saras di Sarroch.
Il progetto
Superato l’iter burocratico, bocciato poi dal ministero della Cultura e promosso da quello dell’Ambiente, la decisione spetta ora alla presidente Giorgia Meloni. Concederà il via libera definitivo? Per scongiurarlo, il territorio compatto alza la voce: «Fermate questo scempio». La protesta parte dal comitato Su Entu di Sanluri: «Faremo», dice il presidente, Marco Pau, «diverse iniziative che culmineranno il primo agosto in una grande manifestazione. Le nostre colline rinascono con l'agricoltura, non possiamo accettare un simile impatto ambientale, paesaggistico, agricolo e sociale a beneficio dell’industria petrolifera. Chiediamo al Governo e alla Regione il rigetto immediato». Fa eco la minoranza consiliare: chiede un Consiglio comunale per parlarne. «Ingiusto», incalza Nicola Melis, «subire danni per alleggerire l’impronta carbonica dei grandi gruppi energetici e petroliferi. Occorre un Piano energetico comunale per la produzione di energia pulita a vantaggio di Sanluri e del territorio».






