Sant’Antonio di Gallura e Calangianus contestano i progetti: «Incompatibili con la vocazione del territorio»27 giugno 2026 alle 00:14Domani mattina nelle campagne di Ittiri la manifestazione promossa dai Comitati

Sei torri eoliche di oltre 200 metri nel cuore dell’Alta Gallura, la Regione aveva detto no e il Tar della Sardegna ha fatto ripartire tutto (sentenza 328 del 2026). Adesso la società Trynyty srl ha formalmente presentato di nuovo, al Servizio valutazione impatto ambientale della Regione, l’istanza di Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) per il progetto denominato “Parco eolico sughere e granito”, da realizzarsi nei territori comunali di Calangianus e Sant’Antonio di Gallura (con opere collegate anche a Olbia e Telti). Sindaci, imprenditori, allevatori e residenti nelle case di campagna e stazzi dei territori interessati ora sanno che inizia la battaglia per evitare di avere le torri piazzate a pochi decine di metri da abitazioni e aziende.

I sindaci

I primi a prendere posizione sono stati i sindaci di Calangianus e Sant’Antonio di Gallura con l’invito ai concittadini: studiate le carte e presentate le osservazioni. Carlo Viti, di recente confermato fascia tricolore di Sant’Antonio di Gallura, ha già deciso le prime mosse per contrastare il progetto: «Convocheremo subito un Consiglio comunale aperto per confrontarci, stiamo valutando un cambio di strategia legale. Non faremo le osservazioni solo per la tutela dell’ambiente e dei siti archeologici, ma per difendere le persone. Quelle torri mettono in pericolo il lavoro e la vita di tanti, in campagna. Io spero che la presidente della Regione, Alessandra Todde, sia con noi».