Tania, ex insegnante, è esempio di autonomia, con i suoi 85 anni. Quest’anno il caldo è insopportabile in città e Olga l’ha invitata al cohousing, dove almeno al mattino alberi e verde danno sollievo. Stasera Tania confida che la nipote la sollecita ad andare in una casa di riposo, perché vivere sola è diventato complicato, ma lei non vuole cambiare la sua vita solo perché è vecchia. Gli anziani presenti si sfogano sulla propria vecchiaia: ossa dolenti allentano il movimento, parole si cercano e non si trovano, un ritmo cambia, la memoria perde tracce di vita, il corpo è abitato con disagio.
Sentirsi amati ancora da chi? Da presenze che non ci sono più. Aleggia triste rassegnazione, che stona con persone che hanno vissuto per la libertà e cambiare il mondo. Smirna legge frasi da «Visitatori celesti» (TO, 2024), libro di Chandra Candiani, poetessa e traduttrice. Il consiglio che un ciliegio selvatico dà a Candiani, per un dolore alla schiena che le rende difficile camminare, è: «imparerai la vita delicata» — un invito a non forzare, a gesti che diventino forme di cura, passaggi per vivere in attività e attutire il dolore. I visitatori celesti sono quattro figure che portano un messaggio: la vecchiaia, la malattia, la morte e il monaco. Sono dimensioni che si fa fatica ad accogliere e si tende a rimuovere, ma i visitatori portano un messaggio che risveglia.










