ZERO BRANCO (TREVISO) - Critiche e offese online alla famiglia di Simone Chelaru, il bimbo investito dalla nonna sessantaduenne nel cortile di casa in via Tiveron a Zero Branco mercoledì sera. È la denuncia che arriva dall’amministrazione comunale e, in particolare, dal sindaco Luca Durighetto, mentre la comunità piange senza sosta la tragedia di un bimbo di un anno e dieci mesi morto improvvisamente sotto gli occhi dei genitori. I social, in questi giorni, sono diventati uno “sfogatoio” e un luogo di confronto virtuale, tra riferimenti razzisti, cinismo assoluto, umorismo nero e, in alcuni casi, accuse dirette non soltanto rivolte alla nonna o ai genitori, ma anche allo stesso Simone. E, anche se la Procura, attraverso una perizia cinematica, sta effettivamente indagando sulle responsabilità della nonna di Simone, Valentina Vicol, e sulle sue possibilità di evitare l’incidente in quel momento, è già chiaro come l’accaduto sia stato frutto di una fatalità tragica per tutti, in primis per l’indagata.
Nipotino investito dalla nonna, la raccomandazione ai genitori prima dell’incubo: «Tenete stretto Simone»L'odio C’è chi, tra le migliaia di commenti alla notizia, è arrivato a digitare frasi come: «Togliete la patente a questi anziani», oppure «I genitori dov’erano? Dovevano tenerlo d’occhio. Invece guardavano i loro smartphone. Crescete cani, che è meglio». Così, nel mezzo di un’ondata di solidarietà, con una raccolta fondi per la famiglia e l’offerta spontanea di psicologi professionisti per supportare i genitori e la nonna in questo momento difficilissimo, anche il veleno dei social gocciola su Zero Branco. Partendo dalla lettura di un preciso commento su Facebook (ndr, poi cancellato per la rabbia suscitata in altri utenti), che offendeva anche la memoria del bimbo oltre che la famiglia Chelaru, il sindaco Luca Durighetto ha condannato i commenti rancorosi e critici nei confronti della famiglia senza mezzi termini: «È uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente in negativo – prosegue Durighetto –. La comunità dovrebbe essere, prima di tutto, protezione, famiglia, mutuo aiuto, vicinanza, empatia e umanità. Leggere certi commenti, assolutamente inutili oltre che offensivi, non solo nei confronti delle persone coinvolte, ma dell’essere uomini prima di tutto, è qualcosa di inaccettabile. Credo che tutti dovremmo fare un piccolo esame di coscienza. In questo momento la priorità deve essere il rispetto del dolore delle famiglie, il rispetto di chi sta veramente soffrendo. Mi auguro che nessuno dei miei concittadini abbia sentito l’impulso di scrivere certe cose, perché non è umanamente concepibile». Anche il sindaco di Treviso, Mario Conte si è unito in questa richiesta: «In questi momenti non esistono parole. Nessuno, come purtroppo è successo, deve giudicare o insultare, nessuno deve puntare il dito. Solo silenzio e preghiera».La famiglia La famiglia, nel frattempo, si è chiusa nel dolore nell’abitazione al civico 46 di via Tiveron, ma lo ha fatto ancora una volta unita. Lo scrivono anche nel necrologio: «Uniti nella forza dell’amore». Le responsabilità, da una parte la nonna sessantaduenne e dall’altra i genitori, Olga e Iurie, passano così in secondo piano. «Piccolo sole dei nostri giorni, sei diventato stella del nostro cielo: continuerai a brillare in ogni nostro respiro» è la frase che hanno scelto per annunciare la data del funerale, lunedì alle 9 nella chiesa di Sant’Alberto. A celebrare il rito ortodosso sarà padre Marius Kociorva della parrocchia ortodossa romena di Treviso. Un addio che la famiglia vorrebbe fosse discreto e intimo, ma che inevitabilmente coinvolgerà tante altre famiglie come quella di Simone. A contrastare l’odio sui social, la solidarietà in paese è tanta: i vicini si prendono cura della famiglia ogni giorno, portando loro i viveri di prima necessità e aiutandoli nelle mansioni quotidiane. Anche in Comune a Zero Branco alcuni professionisti, in gran parte psicologi, si sono fatti avanti, rendendosi disponibili per aiutare soprattutto nonna Valentina. Alcuni volontari hanno anche avviato una raccolta fondi per la famiglia, così come era stato fatto l’anno scorso per il piccolo Carlo, morto a Cavallino. I Chelaru, però, hanno dichiarato più volte di voler vivere questo lutto in famiglia, stretti gli uni agli altri, nel ricordo del piccolo Simone.













