di
Nicola Rotari
Il piccolo Simone Cheratu era in cortile: la donna, 62 anni, stava facendo retromarcia con l'auto quando il bimbo sarebbe sfuggito ai genitori
Un atto dovuto. La Procura della Repubblica di Treviso ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo V.V., la sessantaduenne di origini moldave che mercoledì sera ha travolto e ucciso con la propria auto, Simone Cheratu, il nipotino di 18 mesi nato nel settembre 2024, nel piazzale di un condominio in via Tiveron a Zero Branco. Il drammatico incidente si è consumato nel giro di pochi istanti: secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Treviso la donna, che lavora come operatrice socio-sanitaria in una struttura della zona, stava effettuando una manovra in retromarcia nel cortile dopo essere entrata dal cancello d’ingresso alla guida della sua MG ZS quando il piccolo Simone sarebbe sfuggito improvvisamente alla custodia della madre Olga, finendo proprio lungo la traiettoria del veicolo in movimento.
«Era dolce e affettuoso, un dolore straziante»Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del Suem 118 Simone è deceduto praticamente due ore dopo il ricovero all'ospedale Ca’ Foncello di Treviso a causa di un gravissimo trauma cranico. È stato disposto il sequestro dell’autovettura mentre sul corpicino del bambino sarà effettuata un’ autopsia. La sessantaduenne nonna del bimbo è risultata negativa all’alcoltest. Nelle prossime ore l’attività investigativa si concentrerà anche sulla posizioni di entrambi i genitori, con particolare riferimento alla dinamica della perdita di contatto con il bimbo. La storia della famiglia è simile quella di molti nuclei di persone giunte dall’Est: la nonna era stata la prima ad arrivare in Veneto per lavorare come badante, negli anni successivi i figli l’avevano raggiunta con altri parenti. I vicini di casa erano molto legati alla famiglia, era proprio da loro che la donna aveva iniziato a lavorare. Sono stati loro ad accogliere in casa la sorellina di otto anni, che si trovava a bordo dell’auto, per accudirla. «Era dolce, affettuoso, aveva tanta voglia di vivere - ha detto in lacrime la vicina - loro sono devastati, è un dolore straziante».











