"Non ho mai acconsentito a nulla di questa follia". Natasha Lyonne si racconta senza filtri all'Italian Global Series di Riccione, trasformando l'incontro con il critico Oscar Cosulich in una performance tra ironia, riflessioni personali e confessioni sul proprio percorso umano e artistico. L'attrice, sceneggiatrice, regista e produttrice statunitense ha ripercorso gli esordi nel mondo dello spettacolo, ricordando la prima audizione a quattro anni. "Fare l'attrice da bambina è un peccato originale", ha detto. "Mia madre mi portò all'audizione e piangeva. È un business disgustoso, basato su aspetti superficiali. È anche il motivo per cui ho un brutto atteggiamento e una cattiva reputazione".

Lyonne ha parlato apertamente della diagnosi di disturbo da stress post-traumatico e della dipendenza affrontata nel corso della sua vita, spiegando come la terapia e il programma dei dodici passi le abbiano permesso di rileggere il proprio passato. "Sono grata perché capisco lo spazio cosmico. Sono grata del fatto che i miei genitori fossero pazzi, ma sono morti", ha affermato. "Mia madre mi portò alla mia prima audizione quando avevo 4 anni, per lei era normale, lo aveva fatto con mio fratello prima di me. Ora gira in rete una foto di me bambina stesa su un letto di seta e velluto con tante perline. Ma com'è potuto accadere?".