Caro Aldo,doverose e giuste le repliche di Meloni alle offese di Trump a lei e quindi all’Italia. Ma se ne accorge adesso della complessa e instabile personalità del presidente Usa?Natale Occhipinti Che tristezza che a festeggiare i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti, una nazione di cui siamo tutti debitori, sia Donald Trump, un presidente specializzato nell’offendere i nemici e gli ex amici, presuntuoso, esibizionista e la cui morale è tutta da definire. Credo la destra italiana abbia di che riflettere, non crede? Alberto Bargiotti

Cari lettori,Donald Trump è diventato il peggior nemico della destra italiana; e vi confido che la cosa mi fa un po’ sorridere. Quando fu rieletto, siti e giornali vicini a Giorgia Meloni esultavano: finalmente l’America sceglieva un uomo forte, e la nostra premier sarebbe stata il ponte tra la vecchia Europa e gli Stati Uniti; l’Ue aveva un numero di telefono, ed era quello di Palazzo Chigi. Ora Trump viene definito con espressioni che preferisco non ripetere, anche perché scrivo dagli Stati Uniti e non vorrei finire a Guantanamo. Eppure Trump sempre quello è. Un uomo dichiaratamente scorretto, aggressivo, amico dei dittatori, nemico dell’Europa, che ragiona esclusivamente in termini di rapporti di forza e non vuole amici, vuole sudditi. Si è sentito non abbastanza supportato da Giorgia Meloni, sull’Iran e su altri dossier, e gliela sta facendo pagare. Non mi stupirei se tra un po’ dicesse che segue il generale Vannacci, lo trova interessante e lo incontrerebbe volentieri. In fondo era successo già con Nicolas Sarkozy, accolto dalla destra italiana come il salvatore della Francia e dell’Europa, e trattato come un nemico dell’umanità quando rise di Berlusconi. Diciamo che Trump è un Sarkozy molto più grande.