In Albania c’è grande agitazione attorno a un concerto del rapper statunitense Kanye West previsto per sabato 11 luglio a Tirana, la capitale. È stato voluto dal governo guidato dal primo ministro Edi Rama, che ad aprile l’aveva presentato come un evento che avrebbe attratto molti visitatori stranieri – molti fan italiani ci andranno dopo la cancellazione del concerto previsto a Reggio Emilia – e che si sarebbe autofinanziato con la vendita dei biglietti.

Sembra però che di biglietti però ne siano stati venduti pochi e una serie di altri problemi abbiano costretto il governo a destinare all’organizzazione del concerto più di 4 milioni di euro del fondo dello stato utilizzato solitamente per affrontare emergenze o catastrofi naturali: solo così è stato possibile coprire le spese.

Rama è stato criticato per due ragioni. Sia per avere voluto invitare un artista a cui è stato vietato esibirsi in molti paesi europei per le sue dichiarazioni antisemite e filonaziste. Sia perché da quasi due mesi in Albania sono in corso grandi proteste antigovernative iniziate contro la costruzione in un’area protetta di un resort di lusso legato alla società di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, che il governo aveva approvato sempre con l’idea di attirare facoltosi turisti stranieri.