"La tutela della salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme dei social media". A dirlo è la vice presidente della Commissione europea Henna Virkkunen dopo la divulgazione delle conclusioni preliminari dell’indagine a carico di Meta. La Commissione contesta infatti al colosso californiano dei social network, casa di Facebook e Instagram, una violazione della legge sui servizi digitali (Dsa) ritenendo che le piattaforme creino dipendenza attraverso meccasismi di scroll infinito, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione personalizzati che favoriscono un uso compulsivo delle piattaforme, con rischi per il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare minori e persone vulnerabili. Se le conclusioni venissero confermate, Meta rischierebbe una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale."La legge sui servizi digitali fornisce un quadro normativo chiaro per rendere le piattaforme responsabili del design che crea dipendenza e degli effetti dei loro servizi" ribadisce Virkkunen. Le misure di mitigazione finora adottate dal gruppo sarebbero insufficienti. Gli strumenti per monitorare il tempo trascorso sulle piattaforme, compresi quelli attivati automaticamente per gli adolescenti, sarebbero infatti facilmente aggirabili e non ridurrebbero in modo significativo l'utilizzo dei servizi così come le iniziative di sensibilizzazione sulla salute mentale e i controlli parentali, che sarebbero giudicati efficaci solo per genitori con adeguate competenze tecniche. La direzione tracciata da Bruxelles - ad ora, in fase di indagine - è quella di una rimodulazione del design delle due piattaforme che le renda meno orientate a massimizzare il coinvolgimento degli utenti.