Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAnche senza gli Azzurri ai Mondiali di calcio, il 2026 si conferma un momento positivo per il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia.
In attesa che vengano resi noti verso settembre i dati sulla raccolta di giugno (quando è iniziato il campionato), l’anno corrente delle inserzioni si chiuderà in crescita dell’1,2%, a quota circa 9,2 miliardi di euro, almeno secondo le previsioni di Upa (Utenti pubblicità associati), le aziende che investono in comunicazione in Italia). È il quarto esercizio che verrà archiviato col segno positivo davanti ma, tuttavia, resta «un anno di svolta», come s’intitolava l’assemblea annuale di Upa tenutasi ieri a Milano, e ancora più specificatamente si tratta di un anno di «transizione». O, meglio, di ulteriore transizione, secondo le parole del presidente Marco Travaglia, perché il mercato si prepara a definire finalmente il capitolo delle misurazioni crossmediali potendo così passare a parlare, maggiormente, di come trovare una «quantificazione» trasparente e dettagliata, mezzo per mezzo di comunicazione, degli investimenti pubblicitari. Tradotto: dopo la delibera 87/26 dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), a fine luglio verrà formalizzato l’ingresso in Audicom (la società che rileva le audience digitali e della carta stampata) di Anitec-Assinform, associazione del settore digitale che rappresenterà le grandi piattaforme streaming, sul modello di Netflix, che finora non hanno mai partecipato a un jic (joint industry committee). Queste ultime entreranno così anche nel comitato tecnico di Audicom in cui saranno stabiliti i parametri delle nuove rilevazioni. Traguardo atteso: a ottobre il rilascio della prima ricerca integrata sulle audience.












