Secondo i risultati preliminari di un’indagine portata avanti dalla Commissione Europea, Instagram e Facebook sarebbero due piattaforme che creano dipendenza per il loro design, a partire dallo scrolling infinito. Non è un problema di abuso: i loro algoritmi sarebbero costruiti per favorire un’uso compulsivo dei contenuti.

I primi risultati dell’indagine condotta dalla Commissione europea non lasciano molti margini. Al momento la Commissione ha contestato in via preliminare a Meta la violazione della legge sui servizi digitali, quel Digital Service Act approvato nel 2022. Vi lasciamo qui il link con il documento completo. Nel mirino c’è il design di Instagram e Facebook, i due social network principali dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg. Dai report visionati dalla Commissione i social sarebbero studiati apposta per creare dipendenza. Non parliamo quindi di un effetto secondario o di un abuso ma di una struttura delle interfacce che porta naturalmente l’utente a farsi assorbire dagli algoritmi.

I fattori considerati pericolosi sono quattro: lo scroll infinito, l’autoplay, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione. Andiamo con ordine. Lo scroll infinito è quel meccanismo che potenzialmente ci permetterebbe di rimanere per sempre su un social network. Ogni video che arriva davanti ai nostri schermi porta immediatamente a un altro. Basta scorrere con un gesto. Non c’è un fondo dell’algoritmo: possiamo continuare con questa operazione per sempre. L’autoplay è un meccanismo correlato allo scroll infinito: per far partire i video non serve cliccare su un tasto play, partono da soli. Le notifiche push sono quelle che arrivano direttamente sul nostro schermo. Possono riguardare messaggi, nuovi video oppure commenti in cui siamo stati citati. Insomma è una strategia per riportarci verso l’app quando siamo fuori. L’ultimo punto è quello più complesso, e sofisticato. Gli algoritmi di raccomandazione servono per suggerirci sempre nuovi video da vedere. Sono ormai la base dell’architettura delle piattaforme, chiamarle social ormai è riduttivo. Più vengono studiati bene, più gli utenti riescono a stare sullo schermo e accumulare ore di visualizzazione. Sarà interessante vedere gli esiti dell’indagine della Commissione Europea: se tutti questi quattro punti dovessero essere contestati ci troveremmo davanti a un prodotto completamente diverso dai social che conosciamo. Almeno in Europa. Il rischio è quello che Meta debba pagare una multa fino al 6% di fatturato. Siamo serenamente nell’ordine dei miliardi di dollari.