di

Rita Querzè

Dopo vent’anni, l’intesa firmata da Confcommercio, Confindustria e anche dalle organizzazioni degli artigiani, restie fino all’ultimo. Un contratto leader per ogni settore fisserà il «salario giusto»

Se ne parla da vent’anni, con una quantità di convegni, confronti più o meno riservati, ma non si era mai arrivati a nulla. Oggi le associazioni delle imprese in larghissima maggioranza hanno condiviso i criteri per misurarsi. Definire i perimetri contrattuali di ciascun settore. E arrivare così a definire quale è in ogni ambito produttivo il «contratto leader» da prendere come riferimento per sapere quale è il «salario giusto» introdotto dal Decreto Primo maggio.

Tra i firmatari anche gli artigianiL’intesa è stata raggiunta la sera di martedì 7 luglio, poi le associazioni si sono date tempo fino a mezzogiorno di venerdì 10 per decidere se firmare o meno. L’adesione è stata molto ampia: Confcommercio e Confindustria in primis, e poi Confesercenti, Confapi, Legacoop, Confcooperative, Abi. E infine anche le associazioni dell’artigianato Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai, fino all’ultimo combattute sul da farsi.