Ai Mondiali di calcio maschili negli Stati Uniti, che disputano in questi giorni, capita spesso di ascoltare Wonderwall degli Oasis. Il brano della band di Manchester viene cantato dai tifosi inglesi allo stadio insieme alla squadra dopo ogni partita vinta ed è diventato una specie di inno nazionale non ufficiale. Addirittura alcuni inglesi l’hanno intonata durante uno degli eventi statunitensi per eccellenza: il rodeo. Dopo la vittoria dell’Inghilterra contro il Messico il 6 luglio le riproduzioni della canzone su Spotify sono cresciute del 306 per cento rispetto al giorno precedente.

Questo è il paradosso degli Oasis oggi: non pubblicano nuova musica dal 2008, ma sono probabilmente più famosi di un tempo, soprattutto negli Stati Uniti, un paese che negli anni novanta non erano riusciti a conquistare. Grazie a quella bolla spazio-temporale che solo internet, i meme e i servizi di streaming sono in grado di creare, questi due reduci dagli anni novanta sono tornati prepotentemente d’attualità.

Perfino Bad Bunny li ha omaggiati in occasione del suo concerto a Londra, nel quale tra l’altro ha duettato con un altro sopravvissuto all’era del Britpop: Damon Albarn. Uno, che a differenza dei fratelli Gallagher, nel frattempo è rimasto più al passo con i tempi.