C'è una condanna per il caso di violenza diventato famoso come il "caso dei 30 secondi". L'ex sindacalista imputato per violenza sessuale ai danni di una hostess, Barbara D'Astolto, è stato condannato in appello bis a un anno e due mesi. Finora era stato assolto due volte.
L'uomo, che lavorava all'aeroporto di Malpensa, era stato giudicato non colpevole in primo e secondo grado perché, avevano scritto i giudici, la donna in 30 secondi avrebbe potuto opporsi alle molestie. Poi, la Cassazione, dopo il ricorso del sostituto pg Angelo Renna, ha annullato con rinvio l'ultimo verdetto per il nuovo giudizio.
La testimonianza
Il pg Renna, davanti alla seconda sezione penale della Corte milanese (presidente del collegio Enrico Manzi), aveva chiesto la condanna a 2 anni. Nelle precedenti udienze, sempre a porte chiuse, la donna, non più hostess e assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli, aveva testimoniato ancora una volta. «La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda, ha ripetuto quei fatti», aveva chiarito il legale di parte civile. Il «ritardo nella reazione» della «vittima», ovvero «nella manifestazione del dissenso», aveva scritto la Cassazione motivando l'annullamento con rinvio della doppia assoluzione, deciso nel febbraio 2025, è «irrilevante» per la «configurazione della violenza sessuale».











