HomeFerraraSportAddio al mito Dino Bruni, leggenda delle due ruoteMedaglia olimpica a Helsinki nel 1952, aveva 94 anni ed era di Portomaggiore. Il cordoglio generale, del mondo sportivo e di tutta la sua comunità.Medaglia olimpica a Helsinki nel 1952, aveva 94 anni ed era di Portomaggiore. Il cordoglio generale, del mondo sportivo e di tutta la sua comunità.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNella notte tra mercoledì e giovedì, si è spento a 94 anni Dino Bruni, argento olimpico, maglia rosa, bronzo mondiale ma anche uno dei gregari più fidati e stimati del leggendario Fausto Coppi. Ha fatto trepidare con le sue poderose e indimenticabili volate capaci di battere i più grandi campioni di un’era epica. Una ruota veloce che non perdonava. Nato a Portomaggiore nel 1932, Dino Bruni fu uno dei grandi protagonisti del ciclismo italiano degli anni ‘50 e ‘60, emergendo subito come uno dei talenti più promettenti: campione italiano tra gli allievi, poi tra i migliori dilettanti d’Italia, conquistò anche il prestigioso Gran Premio della Liberazione di Roma, considerato il "Mondiale di primavera" della categoria.
Il suo talento lo portò al professionismo nel 1956, dove rimase fino al 1964 vestendo maglie prestigiose come Bianchi, Ignis e Gazzola e una trentina di vittorie, tra cui la Tre Valli Varesine. Una storia la sua, che ha emozionato l’Italia. Nel 1952, appena ventenne, conquistò la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Helsinki nella prova a squadre su strada insieme a Vincenzo Zucconelli di Jolanda di Savoia e Gianni Ghidini, dietro al Belgio ma davanti alla Francia di Anquetil. Due anni dopo, il bronzo ai Mondiali di Frascati. E poi c’è quel 19 maggio 1960. Un giorno soltanto, ma sufficiente per entrare nell’eternità del ciclismo. Al termine della Roma-Napoli, Dino Bruni indossò la maglia rosa del Giro d’Italia, il sogno e il simbolo più ambito da ogni corridore. In quello stesso Giro conquistò anche la tappa di Trieste con una volata memorabile battendo Van Looy, mentre nel ‘64 corse con la frattura del metacarpo e il braccio ferito dalla leva del freno.






