Così vicini, ma possibilmente tenendosi il più lontano possibile.La strategia della corona, che ha voluto negare ad Harry un riavvicinamento al re nei suoi palazzi, a maggior ragione a ridosso della sentenza dell’Alta Corte di Londra di lunedì 8 luglio, sta funzionando. Dopo un pastrocchio comunicativo che ha dato in pasto ai giornali tutte le prove delle difficoltà di relazione tra padre e figlio, tra il palazzo e i Sussex, Harry ha dovuto accettare la decisione di re Carlo III di negargli l’ospitalità inizialmente offerta a Buckingham Palace, con la scusa del ritardo nella conferma del principe nel comunicare la sua decisione, ma soprattutto per evitare di ritrovarsi il duca in giro per casa mentre il giudice di Londra leggeva la sua sentenza nella causa contro l’editore del Daily Mail. Uno a zero per il re e scacco al principe.
La scelta di Buckingham Palace si è rivelata prudente e alla fine ha pagato. Harry ha perso una causa per la quale rischia di dover pagare 50 milioni di sterline di spese legali, insieme ad Elton John, Liz Hurley e altri cinque vip, e si è limitato a scrivere il suo disappunto su una nota diffusa nel pomeriggio di martedì, ben lontano dalla famiglia reale. Il re è salvo, il principe deve incassare la sconfitta, ma il percorso ad ostacoli, tra diplomazia e cautela, prosegue almeno finché Harry non salirà sul suo aereo che lo riporterà dall’altra parte dell’oceano. Nel frattempo, si gioca a scacchi, con la famiglia reale (che conta) che ha ingaggiato una battaglia mediatica quotidiana, a distanza, con il principe “americano”: l’obiettivo per tutti è quello di conquistare le prime pagine dei giornali e l’attenzione dei sudditi.













