Cosa accade ai siti marini protetti quando mancano controlli, fondi e piani di gestione adeguati?Semplice: la protezione resta solo sulla carta. È questa la situazione di quattro Siti Natura 2000 tra SIC (siti di interesse comunitario) e ZSC (Zone Speciali di Conservazione) su cui abbiamo indagato in Sardegna, Campania, Puglia e nelle acque oltre il limite territoriale.Aree che ospitano una biodiversità preziosissima e specie marine uniche che dovremmo proteggere con tutte le nostre forze. E che oggi, invece, sono teatro di attività come pesca a strascico, sversamenti illegali e bracconaggio.Cosa sono i SIC e le ZSC, e perché è importante proteggerliI SIC sono i Siti di Interesse Comunitario, ovvero aree che ospitano habitat naturali o specie rilevanti secondo la Direttiva Habitat e che fanno parte della Rete Natura 2000.Quando vengono adottate misure di conservazione specifiche e un piano di gestione, i SIC diventano ZSC, ovvero Zone Speciali di Conservazione: assumono cioè una protezione più strutturata e vincolante.Tuttavia, già quando un’area è designata semplicemente come SIC, gli Stati membri sono tenuti a mettere in atto serie misure di conservazione: a quanto pare, però, nei quattro siti che abbiamo analizzato tutto ciò non avviene. Vediamo perché.Siti marini che dovrebbero essere protetti non lo sono affatto: ecco cosa abbiamo scoperto
Pesca a strascico e sversamenti illegali in quattro siti marini protetti italiani
Cosa accade ai siti marini protetti quando mancano controlli, fondi e piani di gestione adeguati?Semplice: la protezione resta solo sulla carta. È questa la situazione di quattro Siti Natura 2000 tra SIC (siti di interesse comunitario) e ZSC (Zone Special








