Ci sono trappole che scattano nel verso sbagliato. Equella dei sottosegretari calabresi appartiene a questa categoria: l’Ufficio centrale regionale per il referendum, l’organismo che la stessa maggioranza ha contribuito a disciplinare per legge, ha dichiarato ammissibile la consultazione popolare sulla riforma dello Statuto che quei sottosegretari li ha reintrodotti. E fini qui è cosa nota.In gergo tecnico si chiama eterogenesi dei fini. Il risultato è paradossale: uno strumento pensato per limitare il referendum finisce per renderlo inevitabile.E così la decisione dei giudici spalanca un problema politico sul centrodestra, proprio nel primo fine settimana di luglio, mentre l’opposizione rivendica il risultato in conferenza stampa a Lamezia.Ora la maggioranza è chiamata a una scelta: ritirare la riforma oppure affrontare il referendum.
Come nasce il ritorno dei sottosegretari
La figura del sottosegretario, in Calabria, non è una novità. Già prevista durante la presidenza Loiero, viene abolita nel 2012, nella legislatura Scopelliti. Il 30 marzo 2026 il Consiglio regionale la reintroduce, approvando a maggioranza una modifica dello Statuto che consente la nomina di due sottosegretari alla presidenza della giunta e porta gli assessori da sette a nove.Il punto controverso arriva subito dopo. Oltre alla modifica dello Statuto, la maggioranza approva anche la legge che disciplina il referendum statutario, restringendone l’ambito di applicazione ed escludendo le revisioni considerate “parziali” o di carattere organizzativo.In pratica, alla modifica dello Statuto viene affiancata una disciplina che limita la possibilità di sottoporla al giudizio degli elettori. Una scelta sulla quale esprimono dubbi anche costituzionalisti, tra cui il professor Guerino D’Ignazio dell’Unical.Contro la riforma, i consiglieri di opposizione presentano richiesta di referendum. Il 28 aprile il segretario generale del Consiglio, Tommaso Calabrò, rigetta l’istanza sostenendo che la legge esclude il referendum proprio perché si tratta di una revisione parziale e organizzativa.










