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Carlos Passerini, inviato

Lo svizzero Kobel ha un approccio scientifico, il norvegese Nyland è diventato un idolo in patria parando il rigore a Bruno Guimaraes

DALLAS - Mani grandi, mani senza fine. E mani rotte, come quella del Dibu Martinez, iconico portiere dell’Argentina campione in carica che sta giocando fin dall’inizio del Mondiale con un dito fratturato. È successo prima della finale di Europa League, il 20 maggio scorso, vinta 3-0 dal suo Aston Villa sul Friburgo. «Non mi sono operato e ho fatto benissimo, ho lasciato che il mio corpo si aggiustasse da solo» ha svelato el arquero che quattro anni fa in Qatar nella finale contro la Francia salvò la Selecciòn con una parata su Kolo Muani pochi istanti prima della fine dei supplementari. Esattamente in quel punto, sulla parte interna della gamba sinistra, si è fatto tatuare l’immagine della Coppa. Con una scritta: «Che la passioni ti porti alla gloria». Non manca di passione, Martinez. E nemmeno di esuberanza. Spesso gli è capitato di superare il limite, come quando dopo la vittoria del 2022 si lasciò andare a un gestaccio volgare in mondovisione dopo aver ricevuto il trofeo di miglior portiere. Ora si è fatto colorare i capelli di Albiceleste.