Due sperimentazioni cliniche basate sul trapianto di neuroni ottenuti da cellule staminali hanno completato dodici mesi di osservazione nei pazienti con morbo di Parkinson, fornendo nuovi dati sulla sicurezza delle procedure e sulla possibilità di utilizzare cellule produttrici di dopamina per sostituire quelle distrutte dalla malattia. I risultati sono stati presentati al congresso annuale della International Society for Stem Cell Research (ISSCR) e riguardano due approcci differenti: lo studio STEM-PD, coordinato da Malin Parmar dell’Università di Lund (Svezia), che utilizza un prodotto standardizzato derivato da cellule staminali pluripotenti umane, e il primo studio di fase I/IIa guidato da Jeanne Loring dello Scripps Research (Stati Uniti), sviluppato dalla biotech Aspen Neuroscience, che impiega invece cellule ricavate dallo stesso paziente. Entrambi gli studi saranno pubblicati prossimamente su Nature Medicine.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa causata dalla progressiva perdita dei neuroni che producono dopamina, il neurotrasmettitore indispensabile per il controllo dei movimenti. I farmaci oggi disponibili, a partire dalla levodopa, riescono a compensare la carenza di dopamina e a controllare i sintomi per molti anni, ma non impediscono la progressione della malattia né ricostituiscono le cellule nervose che vengono progressivamente perdute. È proprio questo l’obiettivo delle terapie cellulari: sostituire i neuroni degenerati con nuove cellule capaci di produrre dopamina.