di Valentina Tessera

La classifica internazionale premia le eccellenze della Penisola e conferma il ruolo centrale dell'alta cucina nell'offerta delle strutture di lusso

L’ospitalità italiana si conferma al centro dell’hôtellerie mondiale. Nell’edizione 2026 di La Liste Hotels, il San Pietro di Positano conquista il secondo posto assoluto tra i migliori alberghi al mondo, alle spalle del Badrutt’s Palace Hotel di St. Moritz.

La classifica, che ogni anno aggrega i giudizi della critica, delle guide di settore e dei viaggiatori attraverso un algoritmo proprietario (con un’analisi di oltre 370 fonti su scala globale), conferma come la ristorazione sia ormai una componente determinante nella reputazione degli hotel d'alta gamma. Gran parte delle strutture ai vertici della graduatoria ospitano, infatti, insegne stellate o firmate da grandi chef.

Anche il cinque stelle incastonato nella roccia della Costiera Amalfitana ha conquistato la medaglia d’argento grazie a una formula che coniuga una collocazione d’eccezione, un servizio impeccabile e una proposta gastronomica di livello. Cuore dell’offerta è «Zass», il ristorante una stella Michelin guidato dallo chef Alois Vanlangenaeker, affiancato dal «Carlino», situato sulla spiaggia, con una cucina mediterranea costruita attorno ai prodotti biologici provenienti dall’orto della proprietà. Ad arricchire l’esperienza, il cocktail bar «L’Alcova» e un’Ape-Car dedicata allo street food sulla terrazza panoramica.Alle spalle del Badrutt’s Palace e del San Pietro si piazza La Réserve Paris, seguita dai due resort messicani Las Ventanas al Paraíso – A Rosewood Resort e Rosewood Mayakoba, in ex-aequo. Quinto posto per Le Meurice di Parigi, sede del ristorante due stelle Michelin di Alain Ducasse. Completano la Top 10 il Mandarin Oriental Bangkok, One&Only Portonovi in Montenegro, The Peninsula Chicago, The Peninsula Shanghai e Cheval Blanc Paris.L’Italia, però, non si limita al podio. Sono sei le strutture della Penisola presenti tra le prime cinquanta posizioni, distribuite tra Costiera Amalfitana, Toscana, Veneto e Capri. Sul 27º gradino figura l’Hotel Cipriani – A Belmond Hotel di Venezia, con il ristorante stellato «Oro» e l’affaccio privilegiato sul bacino di San Marco. Seguono Il Pellicano di Porto Ercole (31°), meta di riferimento dell’ospitalità affacciata sull’Argentario, e J.K. Place Capri (33°), che continua a distinguersi per l’eleganza discreta e la cucina del «JKitchen Restaurant». Al 44° posto compare Rosewood Castiglion del Bosco, nel cuore della Val d’Orcia, dove il bistellato «Campo del Drago», guidato da Matteo Temperini, valorizza il patrimonio gastronomico toscano. Chiude la presenza nazionale nella Top 50 il Santa Caterina di Amalfi (46°), con il ristorante una stella Michelin «Glicine», affidato allo chef Peppe Stanzione.La presenza tricolore prosegue anche nella Top 1000 con numerosi indirizzi distribuiti lungo tutto lo Stivale, da Roma a Milano, passando per Modena e le principali destinazioni del turismo di lusso. Tra questi, l’Hotel de Russie, l’Hassler Roma, il Bvlgari Hotel Roma, Casa Maria Luigia (Modena) di Massimo Bottura, e il Portrait Milano.