di
Vera Martinella
L’emocromo è una delle analisi più frequentemente richieste dai medici: cosa possono indicare alterazioni di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine
Davanti agli «asterischi» che si trovano leggendo i referti degli esami del sangue c'è che pensa subito al peggio e teme siano spia di un tumore, mentre in realtà spesso indicano la presenza di altre patologie meno gravi. Come spiegano gli esperti della Fondazione GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) si tratta pur sempre di valori che si alterano quando nell’organismo qualcosa non funziona, per cui è importante non trascurarli soprattutto perché, in caso di tumore, diagnosi precoce significa avere maggiori probabilità di guarigione o di successo delle cure.
Cos’è l’emocromo«L’emocromo (abbreviazione di esame emocromocitometrico) è l’esame del sangue più frequentemente richiesto dal medico o dallo specialista - spiega Fabrizio Pane, direttore dell’Ematologia all'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e membro del consiglio direttivo GIMEMA-. Può essere richiesto come controllo di routine, oppure come prima verifica in presenza di “qualcosa che non va”: quando una persona ha segni di infezione, è debole o stanco, oppure presenta infiammazioni (gonfiori), lividi o sanguinamenti. Alcune di queste condizioni possono richiedere terapie, altri possono risolversi spontaneamente. L’emocromo può anche essere influenzato da vari farmaci e da carenze alimentari». In pratica l’emocromo consiste in un semplice prelievo che permette di ottenere informazioni sulle cellule presenti nel sangue di un paziente (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), misura quante sono e le loro caratteristiche fisiche, per esempio le dimensioni, la forma e il contenuto.








